Benvenuti all'Hostaria il Rialto !
Osteria Siena
Hostaria il Rialto a Siena vicino Piazza del Campo

Il ristorante si trova in pieno centro storico di Siena, in via del Rialto 4, nella contrada della Torre, a pochi passi dalla famosa Piazza del Campo dove il 2 di luglio ed il 16 di agosto di tutti gli anni si corre il famosissimo Palio di Siena.
Una volta arrivati in Piazza del Campo si entra in via del Porrione ( la seconda strada sulla sinistra guardando il palazzo comunale). Percorsi circa 100 metri di via del Porrione si gira nella terza strada a destra, via del Rialto, dove si incontra subito la nostra Hostaria. VEDI LA MAPPA STRADALE.

HOSTARIA IL RIALTO - Via del Rialto 4 - 53100 SIENA - Tel 0577 236580 - info@hostariarialto.it - P. Iva: 01231780535 - © Copyright Hostaria Rialto Siena
Nel centro di Siena in via dei Porrione si apre un arcone .....
........ portante un grande Tabernacolo con “La Madonna, il Bambíno, Sant’Antonio Abate e San Martino” rifatto probabilmente da Vittorio Guidi negli anni '30 su un precedente affresco di Ventura Salimbeni. L'arco segna l'inizio di Via del Rialto. Questa strada a differenza degli altri vicoli del ghetto non scende in Salicotto; infatti dopo una grande curva sulla sinistra assume un andamento pressoché parallelo a via del Porrione e, mantenendosi ad un livello più basso di questa, dopo aver visto dipartirsi sulla destra il Vicolo di Coda e dopo aver incrociato quello del Vannello, giunge fino allo slargo sottostante la Piazzetta di San Giusto. Probabilmente il termine Rialto si spiega con il fatto che l'ubicazione di questa via (Rio ma senza corso) è più alta rispetto al percorso di tutti gli altri vicoli circostanti. Altra interpretazione è che Rialto stia per rialzo cioè per luogo o parte in rilievo e dunque sopraelevato rispetto ad una superficie piana; Rialto deriverebbe insomma da un incrocio tra il sostantivo rialzo e l'aggettivo alto. In passato la strada si chiamava Via Re Alto. Tale nome fu interpretato dal Macchi e dal Gigli come Via del Re Alto in base ad una notizia desunta dallo storico Giugurta Tomasi. Essi fecero risalire l'origine dei toponimo ad un certo Pietro Gallori De' Grandi di Siena che pare fosse alto di statura e smisuratamente ricco, in quanto proprietario di miniere d'argento. Racconta il Gigli che i minatori dei luogo, i quali solevano chiamare il loro signore "Re Alto", edificarono in suo onore una Torre nei pressi di San Martino (la Torre dei Siri Galli) e intitolarono Re Alto le prime case della contrada a riguardo della di lui consorte. Dalla denominazione della strada e dei quartieri trasse l'appellativo la Compagnia Militare dei Rialto, il cui territorio dal 1729 appartiene alla contrada della Torre, aveva un'insegna bianca con lista azzurra recante un leone bordato di rosso e tre gigli in oro. Dall'unione del popolo della compagnia di Rialto con il popolo delle vicine campagne di San Giusto e di Spadaforte si formò, nella prima metà dei sedicesimo secolo, una contrada con il nome e il simbolo della Vipera. Prima del risanamento dei quartiere Via dei Rialto era congiunta con la piazzetta di San Giusto, cosi detta da una chiesetta del 1300 che era stata sede di una compagnia militare distinta da un'insegna con liste a onde bianche e rosse e con sopra la fìgura di uno scudo. La Chiesa di San Giusto faceva da sperone al gruppetto di case sotto la strada di San Martino che ha sulla sinistra Vicolo dell'Oro e sulla destra quello delle Scalelle. Il Falaschi scrive che la chiesetta esisteva fin dal 1188: era la parrocchia dei quartiere di Rialto e fungeva da oratorio dell'arte dei battimani che comprendevano gli scardassieri, operai addetti ad affinare e ripulire la lana per mezzo di appositi pettini o macchine uncinate.